La lingua batte dove il clito rìde
Leggo su A Chiare Lettere, che c’è ancora qualcuno (per fortuna) che apprezza la lingua italiana per quello che è, non per ciò che rischia di diventare:
Nutro piuttosto nostalgia per un certo italiano scritto, quello dei libri, degli scrittori. Quello che si differenziava dal parlato per ricchezza lessicale e grammaticale.
Giorni fa riflettevo su questi nuovi modi di scrivere e di parlare, e ho iniziato a fantasticare sull’ipotesi di scrivere una storia (portata al massimo dell’esasperazione) su soggetti come le bimbeminkia, i blogger, i fanatici della chat e delle emoticon.
Bimbeminkia al bar
- c
- c
- cm st?
- abb bn,a prt k nn sn rsct a and al cncrt d tk htl
- h!e cm m?
- xke qll strnz d m pdr nn m h vlt dr i sld
- crt ke i nstr gntr nn cpskn nnt dll musika vr
- esttmnt!crd ke xò qlk grn d qst prndrò 1 cltll e gll fikkerò nll stmc
- nn m n prlr,h ltt un cs su un blg k m a ftt mbstlr.inltr m frtll e dvvr 1tst d kzz,xke gl d smpr rgn
- incrdbl!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!NN CPSC K BLL KLTZ E IL MGLR DL MND??????????????????????????????????
Da un’analisi approfondita, si può notare come scompaiono quasi del tutto accenti ed apostrofi, il “ch” è sostituito dalla k, e “per”, ovunque si trovi, viene sostituito da “x”. Ciò che però mi irrita di più, in questa specie di linguaggio preneanderthaliano, è l’uso inverecondo della punteggiatura, soprattutto di esclamativi ed interrogativi. Per giunta, lo sanno anche i sassi che dopo ogni segno di interpunzione ci va un maledettissimo spazio! Ma chi glielo dice a ste povere creature? Chi può insegnar loro come si scrive con la tastiera?
Credo che questo modo di scrivere (che poi diventa un modo di esprimersi), è il risultato del monopolio nella comunicazione assunto dai cellulari. Per risparmiare sui messaggini, si tende ad accorciare, si mancano gli spazi, si abbrevia. E abbreviando abbreviando, si storpia. Si storpia non solo il significato, ma si rende anche di difficile fruizione il contenuto, se di contenuto si può parlare. Trovo questo modo di scrivere davvero controproducente, sia per chi lo scrive che per chi tenta di leggerlo. E non sono d’accordo con l’assunzione secondo la quale gli sms non hanno svilito il linguaggio. Questo non è linguaggio. Non voglio fare il retrogrado, o il vetusto. Ma dico: si può essere chiari anche scrivendo l’italiano e qualsiasi altra lingua in modo chiaro, semplice, diretto. E ciò non vuol dire usare abbreviazioni o storpiature. Significa sapersi esprimere.
Passiamo ai mea culpa. Quando sono in chat, su Windows Live Messenger, ho spesso delle comunicazioni con i miei amici che rasentano il surreale. Certe volte riusciamo a comunicare esclusivamente per emoticon, e solitamente, essendo emoticon personalizzate, sono rappresentate da shortcuts che hanno un loro perché, hanno una storia dietro, e cominciano tutte per “.” o per “:”, in modo da non far confondere il programma di messaggistica quando si scrivono parole che contengono le lettere che compongono quella determinata emoticon. Solitamente una discussione su messenger si svolge così, se si escludono le immagini che gli shortcuts producono:
Msn Fanatics (only shortcuts)
- :c
- :c
- tap?
- .bi, tu?
- .sisi .asd oggi sono stato in cooperativa, e ho dovuto fare due ore in più
- :| .ohmado .freddo .cons .4cons
- io oggi sono particolarmente incazzato .kisp .makis .mastic .accir
- .:|! che è successo?
- eh .no… giornata .straz
- mi dispiace .cons .agguat .coccol .ado… beh, adesso ti devo salutare, .vacnan :c .smack .ado .coccol .3ado bananna .cadomani.
- :c .smack .ado .coccol .cons .ado .cadomani
Ecco. Per questo dovrei darmi le randellate sugli zebedei. Anche perché, spesso e volentieri, queste emoticon vengono ripetute a voce, quando ci si ritrova uno di fronte all’altro, a pc spento, quando non c’è bisogno di utilizzarle.
Vi è però da dire che questa specie di “codice” viene utilizzato nella stretta cerchia degli amici che conoscono le emoticon così come sono state registrate, che si riduce a 3, massimo 4 persone. Nel mondo. Nessuno di noi pretenderebbe di imporre un simile linguaggio a qualcuno, nessuno di noi si sognerebbe mai di usare un linguaggio del genere per rispondere nei blog, o utilizzarlo per scrivere storie o comunicare con gli altri.
Per fare ciò sappiamo bene che c’è l’italiano, e le altre lingue – l’inglese su tutte – che, se ben utilizzate, possono essere molto più efficaci, molto più evocative, e anche più ermetiche e sintetiche (checché se ne dica) di un qualsiasi “codice- che-si-erge-a-nuovo-linguaggio“.


















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