Guadagni tramite Creative Commons – Grazie Jamendo

Grazie Jamendo.
Grazie a tutti coloro che ascoltano, scaricano, e utilizzano [per fini commerciali e non] ciò che suono .
La musica di Jampy è (quasi) ovunque
Giorni fa vi ho comunicato l’uscita del mio nuovo album su Jamendo, ma mi sono dimenticato di dirvi che ho provveduto ad aprire due spazi paralleli su altre piattaforme web-music-based.
E’ infatti presente il mio profilo di artista (beh, si fa per dire!), su iLike.com, da dove è possibile interfacciarsi anche a Facebook. Per darmi una mano per una rapida ascesa di Jampy nelle chart di iLike vi basterà diventare miei fan cliccando su questo bel pulsantino:
E successivamente, una volta entrati sulla mia pagina di iLike, cliccare in alto a destra, sul pulsante “iLike this artist”. Dalla mia pagina personale vi sarà possibile ascoltare molti dei miei vecchi pezzi, scaricarli, e ascoltare l’anteprima di 30 secondi delle tracce del nuovo album. Andate a dargli un’occhiata!
Inoltre, per tentare di risollevare un po’ l’attività di composer/player (si fa per dire #2), ho ritenuto opportuno inserire The Unemployed anche su Amie Street. Questo sito propone un differente approccio alla musica indipendente rispetto a jamendo ed iLike. Su Amie Street è possibile inserire le proprie composizioni che partiranno da un prezzo di 0$ (gratis), e man mano che saranno scaricate saliranno di prezzo, fino a raggiungere un massimo di 0.98$. Se vi va, spendete qualche centesimo per i pezzi che vi piacciono di più e diventate miei fans, ve ne sarò molto grato :).
from genes to behaviour : Seattle, Germania
raindog – from genes to behaviour su Jamendo
Chi l’avrebbe mai detto che un esempio di qualità del rock-grunge melodico venga dal sud-ovest della Germania?
Ebbene si, i Raindog non sono americani, ma tedeschi, e il loro groove prende fin dalle prime battute di “Head Over Heels“, un pezzo romantico e struggente. La somiglianza della voce del cantante con quella del miglior Eddie Vedder (quello di Ten, o di Vitalogy) è la prima cosa che viene in mente. Il livello qualitativo della band viene subito a galla in “Heroin(e)“, dove il rock incalza e la voce graffiante di Ulli Ecker esplode in tutta la sua potenza, accompagnata da un coretto nell’accattivante refrain.
Si torna sul romanticismo con “Meet Yourself“, e ancora una volta la voce di Ecker è la protagonista, che abbinata ad una qualità delle registrazioni quasi professionale rende l’ascolto fluido e immaginifico. Ad ascoltare questo album ci si può facilmente immaginare in corsa nel deserto del Nevada su una grossa cabrio americana, e quando la musica ti stimola l’immaginazione vuol dire che siamo di fronte ad un lavoro ben fatto.
Peccato che vi siano alcune cose che non convincono al 100%, nonostante, in generale il lavoro dei Raindog sia nel complesso più che convincente. In particolare vi sono delle piccole indecisioni (indecisioni, non errori veri e propri) del batterista in alcuni punti: come nella progressione di “Crush“, e forse alcuni pezzi si somigliano troppo, come le intro di “Satellite” e “Salvation“. “From Genes to Behaviour” si chiude ancora una volta con una ballata romantica, e questo forse ci lascia con l’amaro in bocca, visto che i Raindog danno il meglio proprio nei pezzi più ritmati.
Per chi nostalgicamente vorrebbe ritrovare i Pearl Jam più docili e più ispirati, questo album è un must. Da parte mia, provvederò ad inserirlo per intero nel mio lettore mp3.
Voto 9/10
The Blood : Coraggio e inconsapevolezza
Questo singolo è un bell’esempio di coraggio.
Ma andiamo per ordine…
La costruzione del brano dal punto di vista musicale è una lena allegra che si ripete per tutta la durata del brano, con qualche variante quà e là – chitarre campionate :( – che la rende abbastanza interessante.
Peccato però che Rhys non sia del tutto intonato, e nel progredire, il pezzo non solo perde di consistenza, ma la voce di Rhys riesce anche a peggiorare. Complimenti per il coraggio, comunque a Rhys, che ha deciso di rendere pubblico questo suo lavoro. D’altra parte si tratta sempre di una passione e va coltivata anche con le difficoltà che comporta, come recensioni di questo tipo.
Non mollare Rhys, magari fai qualche lezione di canto, e vedrai che al prossimo componimento otterrai migliori risultati.
Duma i upadek : Del buon Prog-Metal, con pochi mezzi
Luminous Flesh Giants (LFG) – Duma i upadek su Jamendo
I Luminous Flesh Giants sono una prog-metal band polacca composta da 3 individui che con gli strumenti ci sanno fare davvero.
Il loro “Duma i Upadek” ha dei richiami fin troppo riconoscibili ai Dream Theater, ma, per il carattere strumentale dell’album, ancor più ai Liquid Tension Experiment, e in alcuni casi – come poco prima della chiusura della track 3 “Moment bezwładności” – il richiamo ai ragazzi di Berklee diventa piuttosto un tributo.
La critica che si può muovere agli LFG è dunque quella che ogni recensore di questo genere tira fuori quando si tratta di giudicare un nuovo album prog-rock o prog-metal: mancano di originalità. Ma non è del tutto vero. Nonostante la già citata somiglianza con i gruppi succitati, gli LFG riescono a trovare un proprio sound, e quasi si riesce ad ascoltare il feeling – come nella ballata Zima na Słońcu, e nella successiva Mgła – che lega i tre membri del gruppo, la padronanza degli strumenti va a braccetto con la coesione di ogni componente melodica, riuscendo così a dialogare in perfetta sincronia.
Personalmente, trovo quest’album molto piacevole da ascoltare per intero, anche se la la lunghezza di alcuni pezzi non è supportata da altrettanta varietà nella composizione. Inoltre, una piccola nota va fatta per i titoli in lingua originale, che seppur originali, non sono comprensibili, ma soprattutto sono impronunciabili per chi non conosce il polacco. In definitiva consiglio quest’album a tutti quelli abituati a questo genere.
Una curiosità: dal sito ufficiale della band mi è sembrato di capire che l’album “Duma i Upadek” è stato registrato con un software Open Source, Ardour, che però gira solo su Linux e Mac.
Rain, il nuovo album
Ed eccomi qua, dopo qualche anno, il mio secondo album.
Qualche umile tentativo di giocare e trasmettere emozioni con la mia chitarra, con le mie mani, con la testa e con il cuore.
Non sarà tutto perfetto, non sarà un esempio di precisione maniacale, ma quello che viene dal cuore è, secondo me, bello anche perché imperfetto.
In questo album ho tentato di abbracciare più generi, pur restando affezionato soprattutto al blues, il big bang dell’improvvisazione.
Tuttavia, vi sono esempi di sperimentazione di suoni legati all’elettronica (Morphine, Moving), ballate dal sapore malinconico (Beautiful Eyes, Breath, Rain), rock elettrizzante e frenetico (Warm), e una parodia di Country (Funky Duck Goes West). Ho voluto anche registrare, anche se con una qualità audio non eccelsa, la mia vecchia chitarra classica, protagonista di Remind Me, Jellyfish, e ritmica in Rain, suonata dall’amico Max. L’album si chiude con una song (Closer) cantata (un’altra novità) da un altro amico, ChriZ, l’adolescente con la voce da quarantenne.
La realizzazione dell’album, se si tiene conto che alcuni pezzi sono stati composti all’inizio del 2006, poco più di un anno. Non è stato faticoso, come per ogni passione, le difficoltà e la stanchezza ti scivolano addosso e non le senti nemmeno.
Ringrazio Noris, che ha ascoltato in anticipo i pezzi dell’album e con pazienza mi ha sopportato mentre strimpellavo.
Ringrazio Max per avermi concesso l’utilizzo della parte ritmica di quella che poi è diventata la title track, Chris per aver collaborato alla realizzazione di Closer (ma anche per svariati consigli) e Syd per la collaborazione e per il sostegno morale, ed anche e soprattutto per sopportarmi, nei mille sbalzi d’umore, nelle mie insistenze strazianti (cos’…).
Un ringraziamento particolare va a Chiara, che ha scattato la foto di copertina.
Jampy - Guitar, Mixing, Editing, Mastering, Looping, Cover Artwork
Max - Rhythm Guitar on “Rain”
ChriZ - Voice on “Closer”
Chiara Belardinelli - Photo Cover
L’album è ora disponibile su jamendo

New (and old) Gear!
Sono felice di annunciare i nuovi acquisti in fatto di strumentazione… La mia infinitamente magnanima donna, mi ha regalato una splendida Epiphone Les Paul Standard, e ho dato in permuta la mia vecchia e malridotta Ibanez RG470.

Alla fine di dicembre ordinai uno StealthPlug della IK Multimedia – corredato dalla versione “light” di Amplitube 2 Live – presso strumentimusicali.net, ma visto che al 9 febbraio non avevo ancora ricevuto nulla, ho provveduto a disdire l’ordine, e a farlo da SonicaGuitar, un ottimo ebayer, disponibile, e soprattutto veloce: in due giorni già ero in possesso dell’agognato gingillo!

Ed ora, con l’aiuto di innumerevoli software, e del mio vecchio ampli Peavey Express 112, sto provvedendo a registrare qualcosa di nuovo. La trafila delle registrazioni sta risultando alquanto scorrevole, anche se la fase di editing e mastering è ancora piuttosto lontana. Spero però di superare alcune piccole lacune, e raggiungere i risultati sperati, che pubblicherò subito su jamendo.
NGHZK! Il primo album su Jamendo!
No, non sono morto.
Anzi, da ieri è disponibile il mio primo album su Jamendo. Il suo titolo è NGHZK!, un titolo piuttosto astruso ed enigmatico, ma se andate sull’account dell’album tutti i dubbi e le domande saranno fugati.
Un mix di Blues, Jazz e campionamenti fatti un po’ con i piedi e con una qualità di registrazione a dir poco orrorifica. Difatti, quando lo registrai, più di 3 anni fa, non ero per niente a conoscenza dei fantomatici quanto utili Driver ASIO, nè tantomeno di software di simulazione di amplificazione per chitarra come Amplitube.
Ed in effetti questo è un piccolo assaggino di quello che presto verrà: una versione cd dell’album stesso su Lulu, e altri album sia da solista che in coppia con altri anfitrioni della musica.
Ad ogni modo, per adesso “godetevi” questo album (se ci riuscite, mi viene da dire), scaricabile gratuitamente da Jamendo tramite eMule o Bittorrent, due dei software P2P più diffusi. Trovate i links per il download sia qui di lato nella sidebar, sia nella pagina dell’album, o cercando “Jampy” o “NGHZK!” dalla stringa in basso della pagina principale di Jamendo. Poi, se volete aiutarmi, potrete anche dare un piccolo contributo per la crescita di questo piccolo ed umile pseudomusicista tramite Paypal.


























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