Il congresso dei congressi
Ecco cosa succede quando un web designer con aspirazioni da cantastorie si imbatte nella creatività di un web-editor senza lavoro che tenta di emulare le belle favolette degli Elii.
La favola originale:
Un gatto chiamato Rodilardo faceva tale strage di topi che non se ne vedevano quasi più intorno, tanto grande era il numero di quelli che aveva mandato alla sepoltura. I pochi rimasti, mancando loro il coraggio di lasciare i rifugi in cui si celavano, erano ridotti a non mangiare nemmeno il quarto di ciò che occorreva loro per sfamarsi e Rodilardo era considerato fra quella povera gente, non un gatto, ma un vero e proprio demonio.
Un giorno però, quel gatto si mise in viaggio per certe sue private faccende e, approfittando di questa lontananza, i topi superstiti si riunirono a congresso per discutere e trovare un rimedio al grande pericolo che li sovrastava. Dichiarata aperta la seduta, il decano, vecchio topo noto per la sua prudenza, espose che, a suo parere, si sarebbe dovuto trovare il modo di attaccare al più presto un sonaglio al collo di Rodilardo. Così, quando costui si sarebbe avviato alla solita caccia di roditori, i topi, preavvertiti dal suono avrebbero fatto in tempo a rifugiarsi nei loro buchi. Non sapeva suggerire altro ripiego migliore di questo e tutti i congressisti condivisero il saggio parere del signor decano. La difficoltà consisteva nel fatto di riuscire ad appendergli il sonaglio al collo:
Uno disse:
“Io non ci vado; fossi pazzo!”.
Un altro mormorò:
“Non me ne sento capace”.
La seduta fu sciolta senza venire a capo di nulla.
Ne ho visti anch’io di simili congressi che si sono riuniti per non approdare ad un bel niente. Congressi non di topi, ma di scienziati, e persino capitoli di canonici. Non mancano i buoni consiglieri quando si deve discutere, ma se si tratta di eseguire le decisioni prese, allora tutti si ritraggono indietro con un qualunque pretesto.
E questa è l’eliizzazione:
Un gatto, chiamato Vecchio Topo, faceva tale strage di canonici che non se ne vedevano quasi più intorno.
Tanto pazzo era a suo parere, il decano…
I pochi rimasti mancando loro Niente erano ridotti a non mangiare nemmeno lardo.
…
Il demonio era considerato, fra quella povera gente, non un sonaglio, ma un vero e proprio PAZZO!
Un giorno pero’ quel demonio disse: “Non me ne sento capace” e, approfittando di un qualunque pretesto,
i congressisti si riunirono a congresso per discutere e trovare un demonio.
Dichiarata aperta la sepoltura, il quarto topo, noto per la sua SCIOLTA espose che, a suo parere, si sarebbe
dovuto trovare il modo di attaccare al piu’ presto un vecchio topo al demonio.
Così quando costui faceva il pazzo, i congressisti preavvertiti dal vecchio topo avrebbero fatto in tempo a rifugiarsi nei loro congressi. Il decano non sapeva un bel niente e tutti gli scienziati condivisero il parere del saggio signor demonio. La difficoltà consisteva nel fatto di riuscire ad appendere il vecchio topo indietro..
Uno disse… Niente.
Un altro mormoro’…. Nulla.
Un altro disse: “Prudenza”.
Un altro mormoro’: “Pazzo!”
Uno disse: “sciolta!”
Un altro mormoro’: “sepoltura”.
Il quarto disse: “demonio”.
La seduta fu tanto grande…
Ne ho visti anch’io di simili topi che si sono riuniti per non approdare ad un congresso.
Topi non di topi, ma di topi scienziati e persino congressi di topi congressisti.Non mancano i buoni scienziati quando si deve la sepoltura, ma se si tratta di eseguire una strage,
allora tutti si ritraggono indietro con un bel Niente!
C’è anche una pagina creata ad hoc dal caro amico cantastorie.
La mamma dei copioni è sempre incinta
Fiducioso del mondo internettiano blogghettaro, non avevo mai considerato il problema del plagio su internet. Inoltre, non
ritenendomi uno dal quale si possa copiare alcunché (e non sapendo, di fatto, come e cosa fare per scovare i colpevoli), non mi sono mai posto la questione: ma su internet c’è chi copia e incolla senza preoccuparsi di citare le fonti, attribuendosi meriti (e demeriti) non frutto della propria creatività?
Evidentemente si, che ingenuo sono stato. Lo testimoniano i blog aderenti alla Campagna Virale Antiplagio di Maestroalberto. C’è chi posta interi articoli e li fa passare per propri. La trovo una cosa davvero meschina, deprecabile, e francamente degradante per lo stesso “copione”. Che gusto c’è a fare il copiaincolla di interi articoli e far passare per proprie delle idee e delle parole che non gli appartengono? Non voglio uscire fuori dal seminato, ma probabilmente il comportamento deriva da una pratica tanto di moda negli ultimi anni da una parte cospicua di italiani, che si beano per aver fregato il prossimo, al grido di “Sono furbo, sono ganzo, mi prendo ciò che voglio!”. E’ un comportamento che detesto profondamente e che va a cozzare contro il principio etico della correttezza . Se ci si bea per aver fregato un’idea, lo si fa anche in altri frangenti, e questo non può far altro che minare dal di dentro la cultura stessa - e anche su internet, al contrario di quanto si può pensare, c’è cultura - come un cancro che invade lo spazio delle cellule sane.
Mi unisco anche io alla causa, precisando che non è il semplice copiaincolla che crea il plagio, ma il non citare, e il non linkare, chi ha scritto una frase, chi ha scattato una foto, chi ha creato una icona, e così via, che si inseriscono - nel caso in questione - in un’articolo o in un post di un blog. E’ inoltre sempre opportuno, quando si vuole citare una fonte, controllare con quale licenza è pubblicata l’opera - qualsiasi essa sia - che si vuole riportare. Detto questo, resta il fatto che sono un convinto sostenitore di Creative Commons, secondo l’aforisma di Lavoisier (e prima ancora di Anassagora) “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma“.
Infine, dato che oltre a scrivere su un blog, faccio anche il chitarrista internettiano aggratis, vorrei proporre di estendere questa iniziativa alle opere di altro genere. Per cominciare, potrei provvedere a modificare le copertine dei miei album inserendovi il bottoncino prodotto da Jonicaweb per l’iniziativa di Maestroalberto, della quale sono venuto a conoscenza, tramite i twitter di giorgia ed al suo articolo su A is for Architecture. Chi ha già aderito, commenti le sue impressioni, chi non l’ha fatto, diffonda l’iniziativa!
I miei preferiti di oggi, 05-11-2007
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a popular free MicroContent WikiWikiWeb created by JeremyRuston and a busy Community of independent developers. It’s written in HTML, CSS and JavaScript to run on any modern browser without needing any ServerSide logic. It allows anyone to create personal
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I miei preferiti di oggi, 04-11-2007
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I miei preferiti di oggi, 03-11-2007
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Se abbracci la nostra missione, che è quella di diffondere la conoscenza di strumenti di social networking e di essere parte…
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HOWTO: Integrate Tumblr with WordPress | Sophistechate
Tumblelog by a web 2.0 voyeur and closet copyleft activist following trends in technology, culture, and geek sexuality. Broadcasting live from San Diego, California.
E’ nato Guitarzine.net
Dopo anni ed anni passati a dire “si, domani mi compro il dominio”, ecco che, spinto da voglia di fare, difficoltà economiche, consigli di amici, e dalle sagge parole di Robin Good, ho creato un blog che ha come obiettivo quello di diventare un punto di riferimento per i chitarristi, sia per quelli alle prime armi, sia per quelli che già hanno imparato qualcosa.
E’ un progetto appena nato, e si chiama Guitarzine, per ora c’è su un solo post, sul quale ho lavorato ininterrottamente giorno e notte per più di una settimana. Volevo essere certo che quel primo post (ma anche gli altri a venire), fosse fatto bene.
Chi di voi è interessato può andarlo a leggere, tratta dei 10 migliori consigli per comprare una chitarra.
Il sito è ancora in fase di testing e di building, ma vedrete che si riempirà presto di molte cosette interessanti, dai tutorial sull’home recording, alle recensioni di artisti emergenti, alle recensioni dei prodotti innovativi (e storici) del mondo della chitarra. Il taglio del sito è più consono a chi suona la chitarra elettrica, ma sicuramente vi saranno suggerimenti e consigli anche per chi suona la classica o l’acustica.
Per cui, se volete date un’occhiata a Guitarzine, e mandatemi commenti e suggerimenti, è ben accetta una mano per chi inizia ad entrare nel mondo del niche blogging. Beh, che dire, buon divertimento.
Ah! Un’ultima cosa: è probabile che in questo primo periodo di testing su Guitarzine le modifiche al template avvengano in modo piuttosto frequente (proprio a causa dei test). Sono alla ricerca di un template per wordpress che sia al contempo sobrio, ma non troppo serio. Ne ho provati al momento una ventina, ma tutti avevano qualcosa che non mi convinceva al 100%. Se avete dei suggerimenti, non esitate a commentare!
E’ nato Guitarzine.net
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NGHZK! Il primo album su Jamendo!
No, non sono morto.
Anzi, da ieri è disponibile il mio primo album su Jamendo. Il suo titolo è NGHZK!, un titolo piuttosto astruso ed enigmatico, ma se andate sull’account dell’album tutti i dubbi e le domande saranno fugati.
Un mix di Blues, Jazz e campionamenti fatti un po’ con i piedi e con una qualità di registrazione a dir poco orrorifica. Difatti, quando lo registrai, più di 3 anni fa, non ero per niente a conoscenza dei fantomatici quanto utili Driver ASIO, nè tantomeno di software di simulazione di amplificazione per chitarra come Amplitube.
Ed in effetti questo è un piccolo assaggino di quello che presto verrà: una versione cd dell’album stesso su Lulu, e altri album sia da solista che in coppia con altri anfitrioni della musica.
Ad ogni modo, per adesso “godetevi” questo album (se ci riuscite, mi viene da dire), scaricabile gratuitamente da Jamendo tramite eMule o Bittorrent, due dei software P2P più diffusi. Trovate i links per il download sia qui di lato nella sidebar, sia nella pagina dell’album, o cercando “Jampy” o “NGHZK!” dalla stringa in basso della pagina principale di Jamendo. Poi, se volete aiutarmi, potrete anche dare un piccolo contributo per la crescita di questo piccolo ed umile pseudomusicista tramite Paypal.
Jamendo, la musica è libera
Tanta musica da tutto il mondo, gratis. Non è legale? Sbagliato! Chi ha inventato Jamendo ha pensato a tutto. La musica che si può ascoltare su Jamendo è autoprodotta, ma non è tutto, anzi. Sia per chi a cui la musica piace ascoltarla, sia per chi invece preferisce farla, Jamendo è un pozzo da cui attingere, un servizio da sfruttare appieno, anche perché completamente gratuito.
Ma andiamo per ordine. Per coloro che ascoltano solamente, è possibile sentire tutti gli album pubblicati, che possono essere scelti tramite la nuvoletta in stile del.icio.us- ormai tanto in voga negli ultimi tempi - piena zeppa di tags suddivisi per genere, o sfogliare tra le ultime uscite, gli album del mese, e così via. E se la musica che abbiamo ascoltato ci piace, possiamo anche scaricarla. Ed è qui che scatta la genialità. Gli album si possono scaricare soltanto tramite P2P, in particolare tramite Emule e Bittorrent. Un modo per evitare di dover spendere troppo per uno spazio server che verrebbe altrimenti a costare caro, per chi vuole mantenere il sito “pulito” dall’ingerenza invasiva delle pubblicità. Inoltre, si possono postare recensioni che potranno essere integrate nel proprio blog in automatico, semplicemente fornendo l’indirizzo del proprio blog a Jamendo. Si può aiutare l’autore tramite donazioni, e in alcuni casi - se previsto dall’autore dell’opera - comprare una copia dell’album su cd.
I vantaggi e le possibilità per chi decidesse di uppare la propria musica (sotto forma di album, ep, demo, singolo) sono molteplici. Innanzi tutto ciò che si produce resta della proprietà dell’autore, che potrà scegliere sotto quale licenza Creative Commons pubblicare il proprio lavoro. Inoltre, per chi è alle prime armi nel cinico mondo della musica, Jamendo può costituire un punto di partenza non indifferente, poiché oltre alla pubblicazione su Jamendo è possibile integrare link e feeds all’interno del proprio sito o blog. Jamendo è insomma un’ottima risorsa, nonostante sia ancora poco conosciuta ed utilizzata, che può competere - e probabilmente vincere, se continuerà a raccogliere proseliti - il confronto con altri siti di podcasting (myspace, odeo, hi5).
Presto, su The Sbrefelds, pubblicherò recensioni e, se ci riuscirò, inserirò anche il mio primo album su Jamendo. Stay Tuned!
























